Aga Khan Award for Architecture 2013: una scuola italiana in Afghanistan tra i finalisti


Rehabilitation of Tabriz Bazaar, Tabriz, Iran / ICHTO East Azerbaijan Office © AKAA / Amir Anoushfar

Rehabilitation of Tabriz Bazaar, Tabriz, Iran / ICHTO East Azerbaijan Office © AKAA / Amir Anoushfar

Non di solo Pritzker vive il mondo dell’architettura contemporanea. Tra i premi più prestigiosi e interessanti a livello mondiale esiste infatti anche l’ Aga Khan Award, istituito nel 1977, dall’Aga Khan IV, il Principe Shah Karīm al-Husaynī, imam dei musulmani ismailiti e fondatore dell’Aga Khan Development Network, una delle più importanti organizzazioni private di promozione dello sviluppo sociale, economico e culturale nel sud del mondo e nel medio oriente.

Il premio, associato all’Aga Khan Trust for Culture, è conferito ogni 3 anni a progetti ritenuti significativi per il raggiungimento di nuovi standard di eccellenza nell’architettura, nelle pratiche di pianificazione urbana, di restauro e conservazione del patrimonio storico ed artistico, nella valorizzazione del paesaggio.  Il premio cerca di individuare ed incoraggiare concezioni architettoniche in grado di rispondere con successo ai bisogni e alle aspirazioni delle molteplici società del mondo. L’attenzione della giuria è rivolta principalmente a riconoscere e premiare opere realizzate in paesi a maggioranza musulmana ma non mancano designazioni di architetture costruite in nazioni dove l’islam rappresenta una minoranza, seppur significativa.

L’edizione 2013 è entrata nella fase decisiva, a conclusione del ciclo triennale di selezione, e a Lisbona, a fine aprile, è stata annunciata la lista dei 20 progetti finalisti: molte le opere interessanti, alcune delle quali notevoli per essere l’espressione di progetti umanitari operanti in paesi poveri o in guerra.

Tra queste l’unica opera italiana della selezione, la scuola dedicata alla giornalista Maria Grazia Cutuli, realizzata a Herat, Afghanistan, dallo studio 2A+P/A in collaborazione con EmmeAZero e Mario Cutuli, fratello della giornalista assassinata nel 2001 e presidente della Fondazione Maria Grazia Cutuli.

Maria Grazia Cutuli Primary School, Herat, Afghanistan / 2A+P/A, IaN+, Mario Cutuli © AKAA / Maria Grazia Cutuli Foundation

Maria Grazia Cutuli Primary School, Herat, Afghanistan / 2A+P/A, IaN+, Mario Cutuli © AKAA / Maria Grazia Cutuli Foundation

La piccola scuola, concepita come un’isola blu, riferimento alla pietra afgana per eccellenza, il lapislazzulo, è contraddistinta dall’organizzazione delle aule, distribuite come scatole collegate all’interno del recinto maggiore e aggregate attorno al volume a doppia altezza della biblioteca, in grado di creare un landmark nel paesaggio brullo della valle di Herat.

Maria Grazia Cutuli Primary School, Herat, Afghanistan / 2A+P/A, IaN+, Mario Cutuli © AKAA / Maria Grazia Cutuli Foundation

Maria Grazia Cutuli Primary School, Herat, Afghanistan / 2A+P/A, IaN+, Mario Cutuli © AKAA / Maria Grazia Cutuli Foundation

Tra gli altri progetti, molto belli risultano i progetti di riqualificazione di contesti storici e archeologici come il recupero del centro storico di Birzeit, cittadina palestinese a 25 km da Gerusalemme, il restauro del notevole Bazaar di Tabriz in Iran, sito Unesco, e delle fortezze di Ahhichatragarh, costruzione del 12mo secolo nella città di Nagaur, nel Rajasthan, India, e di Thula, nello Yemen.

Thula Fort Restoration, Thula, Yemen / Abdullah Al-Hadrami © AKAA / Cemal Emden

Thula Fort Restoration, Thula, Yemen / Abdullah Al-Hadrami © AKAA / Cemal Emden

Reconstruction of Nahr el-Bared Refugee Camp, Tripoli, Lebanon / United Nations Relief & Works Agency (UNRWA), Nahr el-Bared Reconstruction Commission for Civil Action and Studies (NBRC) © AKAA / Abdelnaser Ayi

Reconstruction of Nahr el-Bared Refugee Camp, Tripoli, Lebanon / United Nations Relief & Works Agency (UNRWA), Nahr el-Bared Reconstruction Commission for Civil Action and Studies (NBRC) © AKAA / Abdelnaser Ayi

Un’ulteriore menzione va infine al progetto di ricostruzione del campo profughi di Nahr el-Bared, nel Libano, distrutto dalla guerra nel 2007, e realizzato in stretta collaborazione con la comunità locale per ridare abitazioni e servizi alla popolazione martoriata dal conflitto.

Sulla pagina web del premio è possibile consultare l’intera lista dei progetti, in attesa della designazione dell’architettura vincitrice.                                                                                           http://www.akdn.org/architecture/awards.asp?tri=2013

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2 thoughts on “Aga Khan Award for Architecture 2013: una scuola italiana in Afghanistan tra i finalisti

  1. Posso solo dire con sollievo che ho trovato qualcuno che sa realmente di cosa sta parlando! Lei sicuramente sa come portare un problema alla luce e renderlo importante. Altre persone hanno bisogno di leggere questo e capire questo lato della storia.

  2. Pingback: Aga Khan Award e Premio Cappochin, riconoscimenti all’architettura italiana | ItalianoContemporaneo

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