Herzog & De Meuron: Feltrinelli per Porta Volta


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La forma longilinea, lineare della costruzione fa riferimento, da un lato, alla tradizione gotica che si esprime in importanti costruzioni della città di Milano, dall’altro alle cascine longilinee che costellano il paesaggio della Lombardia. Il nostro antico maestro Aldo Rossi considerava queste strutture lineari il tratto caratteristico del suo lavoro, perciò nel nostro progetto Feltrinelli per Porta Volta si può trovare anche un tributo a questo importante architetto milanese della seconda metà del XX secolo” (Jacques Herzog)

Nell’entroterra ligure, ai bordi del piccolo borgo di Tavole, in provincia di Imperia, si trova una piccola casa, immersa nel bosco. E’ una architettura domestica di grande semplicità, contraddistinta da un sottile telaio di calcestruzzo e pareti di pietra a secco. Tutto è ridotto a pochi elementi essenziali: la struttura, i tamponamenti, le aperture, la copertura. Il risultato è una abitazione astratta, minimale che nelle intenzioni dei suoi progettisti ci parla solo della costruzione, del rapporto tra struttura e involucro, mostrando una composizione rigorosa, essenziale.

Questa casa in pietra, completata nel 1985, è una delle prime opere dello studio svizzero Herzog & De Meuron ed è significativa per molti aspetti: si tratta infatti dell’espressione di una filosofia progettuale che il duo elvetico ha mantenuto pressoché costante nel corso di un’intera carriera, soprattutto nelle opere più riuscite. E’ anche la dimostrazione di una continua attenzione all’utilizzo della struttura portante come elemento formale, carattere tipico di molta architettura svizzera contemporanea. E’ significativa, in negativo, perchè si tratta dell’unica opera italiana realizzata da Herzog & De Meuron in quasi trent’anni, tre decenni durante i quali gli architetti svizzeri sono diventati i titolari di uno tra gli studi più celebrati e titolati al mondo fino a vincere il premio Pritzker nel 2001.

Casa di pietra, Tavole (Im) _ Herzog & De Meuron

Casa di pietra, Tavole (Im) _ Herzog & De Meuron

Ci voleva quindi la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, con il progetto per la nuova sede dell’istituzione culturale nell’area di Porta Volta a Milano, per richiamare Herzog & De Meuron in Italia a lasciare anche il loro segno nelle grandi trasformazioni urbane che stanno cambiando il volto della metropoli lombarda. Il progetto per Feltrinelli a Porta Volta ha subito, in questi ultimi anni, vistosi ritardi a causa della crisi economica e delle difficoltà che stanno colpendo l’intero settore dell’editoria; alla fine comunque la Fondazione ha deciso di portare a termine questo ambizioso piano di riqualificazione, concepito nel 2011, ed è cronaca di queste settimane la cerimonia di posa della prima pietra e l’avvio dei lavori di elevazione delle strutture, dopo alcuni mesi di scavo e preparazione delle fondazioni.

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Il cantiere di Porta Volta a Novembre 2014

Si tratta di un progetto bello e significativo per molti aspetti, sia per la mission culturale e sociale del progetto, sia come occasione per vedere all’opera il duo svizzero nel contesto milanese: Herzog & De Meuron recuperano infatti il minimalismo strutturale della casa di Tavole, senza dimenticare l’insegnamento di Aldo Rossi, l’architetto italiano che fu loro maestro negli anni di studi al Politecnico di Zurigo. Nonostante una larga parte di carriera spesa anche nella realizzazione di architetture dalla pelle materica, tutte risolte nella definizione di involucri iconici in vetro, rame o materiali plastici, nella dimensione urbana e architettonica milanese gli architetti svizzeri prediligono un approccio meno immediato, più attento alla costruzione e alla storia del luogo.

Il profilo a capanna degli edifici rimanda all’architettura tradizionale lombarda, riletta in chiave contemporanea ma è nella forma urbana, così concepita in relazione al sito, che il progetto mostra il suo lato migliore. Il riferimento, qui, va alle architetture gemellari milanesi e alla memoria delle mura spagnole che, un tempo, segnavano il sito di Porta Volta: i lunghi corpi della futura fondazione compongono un forte limite urbano, andando a ‘proteggere’ il futuro parco lineare previsto nel progetto, e incorniciano i due bei padiglioni ottocenteschi dei caselli daziari. Il risultato sarà una vera e propria porta urbana.

L’architettura degli edifici, in particolare il corpo più lungo che andrà ad accogliere il centro studi della Fondazione oltre ad una vera e propria libreria Feltrinelli, è contraddistinta dalla rigorosa successione dei portali in calcestruzzo, la cui disposizione obliqua rispetto al fronte stradale, garantirà una percezione variabile a seconda del punto di vista. Le viste di scorcio, attraverso il corpo degli edifici, saranno contraddistinte da una grande trasparenza, permettendo di cogliere, al di là della cortina edilizia, il parco pubblico.

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Il modello del progetto ‘Feltrinelli per Porta Volta’, Herzog &DeMeuron (©Herzog&DeMeuron)

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‘Feltrinelli per Porta Volta’, Herzog &DeMeuron (©Herzog&DeMeuron)

Il cantiere della parte est del complesso (corpo lungo della Fondazione) vedrà il completamento nel 2016 mentre si dovrà attendere ulteriormente per la realizzazione dell’ala ovest, destinata ad ospitare spazi e funzioni del Comune di Milano.

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