Sulla Biennale di Venezia 2014: tra buone notizie e cattive abitudini


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Il palazzetto dell’Arsenale di Venezia, sede del padiglione della Turchia

C’è chi punta sulla cultura, come segnale della propria crescita economica, e chi non perde le solite cattive abitudini.

I primi sono i turchi che strappano alla Fondazione di Paolo Baratta un accordo per l’uso ventennale (dal 2014 al 2034) del Palazzetto all’Arsenale di Venezia da adibire a padiglione fisso della nazione euro-asiatica. Un accordo sostenuto da un gran numero di aziende, famiglie e privati, capitanati da IKSV, ente gestore del futuro padiglione della Turchia e promoter in patria della sempre più rilevante Biennale di Istanbul.

Il fronte delle cattive abitudini resta saldamente in mano alla nostra cara Italia che, anche questa volta, arriva con estremo ritardo alla nomina del curatore per il padiglione nazionale: a soli 6 mesi dall’inizio della Biennale 2014 diretta da Rem Koolhaas, il Ministero dei Beni Culturali ha indicato l’architetto milanese Cino Zucchi come curatore del padiglione Italia all’Arsenale.

Oltre alla decisione tardiva, nelle scorse settimane si era rischiato il pasticcio con il diniego di Francesco Dal Co, precedentemente indicato per l’incarico. Dal Co, direttore di Casabella e professore di Storia dell’Architettura Contemporanea allo Iuav, già direttore della 5° Biennale nel 1991, aveva rifiutato la nomina avvertendo il contorno di polemiche nate a seguito della sua indicazione da parte del Ministro Bray. Ma probabilmente Dal Co era anche conscio delle enormi difficoltà insite nel proporre un programma espositivo innovativo e di successo con così poco tempo a disposizione.

Sarà quindi Zucchi a dover gestire un progetto vincente per la vetrina lagunare dell’architettura italiana. Figura di punta dell’architettura contemporanea nazionale, Cino Zucchi è docente al Politecnico di Milano e Visiting Professor ad Harvard,  vanta progetti importanti come il ridisegno dell’area ex Junghans, proprio a Venezia, l’ampliamento del Museo Nazionale dell’Automobile a Torino, il master plan per l’area di Keski Pasila a Helsinki, il nuovo centro direzionale Lavazza a Torino, il quartiere Portello e la recentissima Corte Verde a Milano. Alla Biennale di Venezia non è certo nuovo, avendo esposto alla 6°,8°, 12° e 13° edizione, ricevendo la menzione speciale della giuria nel 2012 per l’installazione Copycat. Empathy and Envy as Form-makers.

Cino Zucchi _ Portello, Milano

Cino Zucchi _ Portello, Milano

Cino Zucchi _ Area Junghans alla Giudecca, Venezia

Cino Zucchi _ Area Junghans alla Giudecca, Venezia

La figura scelta è sicuramente valida, ma i tempi, come al solito, sono tremendamente ristretti e la nomina ad personam. E’ tempo che anche il nostro paese si decida finalmente a scegliere simili personalità tramite concorsi pubblici e con le tempistiche giuste, o sarà sempre costretto a risultati deludenti costellati di polemiche.

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