Grand Designs


1999_Grand Designs

Uno dei maggiori meriti che riconosco all’avvento del digitale terrestre è stato quello di farmi passare la voglia di guardare la televisione. Potrà sembrare strano ma la profusione di nuovi canali televisivi, invece di invogliarmi a guardarla di più, ha sortito l’effetto contrario. Sarà per la difficoltà a fare zapping tra decine e decine di canali, ma sono via via diventato estremamente selettivo, tendendo a selezionare pochi programmi validi.

Il lato positivo riguarda però anche la nascita o la trasmissione di programmi ad hoc, dedicati al design e all’architettura, trasmessi usualmente da RealTime Tv, La Effe o Rai5. Uno dei format più interessanti, sia per gli architetti che per i semplici appassionati, è ‘Grand Designs‘, programma ideato e trasmesso in Gran Bretagna da Channel 4 fin dal 1999, e trasmesso in Italia da LaEffe (ch. 50), il canale dedicato a intrattenimento e cultura di Feltrinelli Editore.

Le puntate, dedicate interamente ad un singolo progetto residenziale, sono condotte dal designer e scrittore, nonchè coautore del programma, Kevin McLeod: ad ogni puntata McLeod segue la genesi di un progetto, dall’incontro con i committenti/proprietari, i progettisti, la visita al sito, l’evoluzione del processo di progettazione e infine di realizzazione dell’opera.

L’intento è chiaramente divulgativo, quindi non c’è da aspettarsi un particolare approfondimento tecnico o chissà quale disamina di principi compositivi; tuttavia il programma, seguendo cronologicamente ideazione e costruzione delle architetture, riesce a raggiungere un buon ritmo con una particolare attenzione alle difficoltà tecniche e economiche, le risoluzioni di particolari nodi costruttivi, i ritardi, le varianti che incombono su qualunque processo realizzativo.

Parlando delle case, tutte rigorosamente realizzate in Uk, non mancano creazioni bizzarre e restauri particolari, progetti in cui diventa più divertente seguire le paranoie o gli impeti creativi dei committenti e/o progettisti che la costruzione vera e propria, ma in molti casi ci si trova di fronte a veri capolavori. Merito della trasmissione diventa, allora, renderci note le principali scelte progettuali e farci gustare alla fine l’ottimo risultato finale, specie negli interni, spesso inaccessibili agli occhi di architetti e appassionati.

In molte occasioni le residenze mostrate sono anche progetti vincitori di premi, come nel caso delle ‘Glass and Timber Houses’, coppia di residenze londinesi disegnate dallo studio Hampson Williams (progetto finalista al Riba Award 2008). Progetti che quasi sempre sono improntati alla ricerca di soluzioni sostenibili, eco-friendly, sia che si tratti di nuovi interventi o di restauri e rifunzionalizzazioni. Premio per la bizzarria e per le temerarietà della soluzione va, per il momento, alla house boat realizzata interamente con materiali riciclati e elementi di recupero: un po’ accozzaglia di alluminio e finestre industriali, un po’ esempio estremo di filosofia green dell’house design, questa casa galleggiante sembra si sia trasformata in un incubo per la coppia londinese che l’ha ideata e realizzata. Abbandonata da qualche tempo sulla costa dell’Essex, questa house boat dimostra che non sempre i ‘grand designs’ vanno a buon fine.

glass and timber houses london boathouse

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