Venezia e il chilometro dell’arte in laguna


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Tadao Ando _ Teatrino di Palazzo Grassi, Venezia

Con la recente inaugurazione del rinnovato Teatrino di Palazzo Grassi giunge a conclusione la serie di interventi che ha visto all’opera nella città di Venezia l’architetto giapponese Tadao Ando, con la Fondazione di Francois Pinault, per il restauro prima dello stesso Palazzo Grassi e poi di Punta della Dogana con l’apertura del Museo di Arte Contemporanea.

Giunge così a piena configurazione un percorso urbano e museale di grande ricchezza che unisce, nella lunghezza di circa un chilometro, alcuni tra i principali musei della città lagunare, al di fuori dell’area marciana: Ca’ Rezzonico, le Gallerie dell’Accademia, la Collezione Guggenheim, il Museo Vedova e appunto le diverse sedi che fanno capo alla Fondazione Pinault.

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Venezia, Il Chilometro dell’arte

La serie di interventi progettata da Tadao Ando si caratterizza per una certa continuità, palese all’interno di Punta della Dogana e del Teatrino di Palazzo Grassi, sia nell’uso dei materiali che nella predilezione di uno stesso gesto progettuale e compositivo: il maestro giapponese opera infatti tramite l’inserimento di uno spazio chiaramente geometrico all’interno degli involucri degli storici edifici. Nuovo intervento e restauro dell’esistente quindi si valorizzano a vicenda, tramite la raffinatezza e semplicità degli elementi predisposti dal maestro giapponese.

All’interno di punta della Dogana l’inserimento acquista la forma di una corte quadrata, uno spazio a doppia altezza delimitato da bellissime pareti in calcestruzzo faccia a vista, il cui rigore formale e la qualità di esecuzione sono la vera firma dell’architetto giapponese. All’interno dello spazio trapezoidale del teatrino Ando opta ancora una volta per l’inserimento di un nuovo volume, caratterizzato nel foyer da una spettacolare parete curvilinea e da superfici lucide e bianche.

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Tadao Ando _ Museo di Arte Contemporanea a Punta della Dogana, Venezia
la sala con le opere di Donald Judd

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Tadao Ando _ Museo di Arte Contemporanea a Punta della Dogana
lo spazio centrale a tutta altezza

Punto di partenza ideale del percorso tra le istituzioni museali veneziane può essere considerato il duo Cà Rezzonico – Palazzo Grassi, fronteggiantisi sui due lati del Canal Grande e attribuibili alla mano dello stesso architetto, il tardo barocco Giorgio Massari che lavorò contemporaneamente al completamento del primo, iniziato dal Longhena, e alla costruzione del secondo, attorno alla metà del 1700. Oggi Ca’ Rezzonico è sede del Museo del Settecento veneziano, nelle cui sale si espone lo splendore ultimo della repubblica veneta prima del crollo definitivo.

A poche centinaia di metri di distanza le storiche Gallerie dell’Accademia, nelle cui sale si espongono opere di Carpaccio,Veronese,Giovanni Bellini,Tiziano,Canaletto,Tintoretto oltre alla celeberrima ‘Tempesta’ di Giorgione, e interessate dal 2005 dai lavori di restauro e ampliamento degli spazi espositivi, su progetto di Tobia Scarpa, figlio di Carlo a cui è dovuto l’originale allestimento museale. Lavori la cui conclusione è prevista per la fine di quest’anno, con il raddoppio delle superfici espositive (le Grandi Gallerie dell’Accademia) e il recupero del cortile palladiano.

Gallerie dell'Accademia _ il cortile palladiano, parte realizzata del progetto di Andrea Palladio per il Convento della Carità 1560-1569, Venezia

Gallerie dell’Accademia _ il cortile palladiano, parte realizzata del progetto di Andrea Palladio per il Convento della Carità 1560-1569, Venezia

Proseguendo lungo il percorso a Ca’ Venier dei Leoni si trova la collezione personale di Peggy Guggenheim, nipote di Solomon e istitutrice di uno dei più importanti musei di arte moderna italiani con opere che vanno dall’espressionismo astratto (Congdon, Pollock) all’espressionismo e surrealismo europeo (Ernst, Magritte, Dalì) fino al futurismo italiano (Balla, Boccioni). Nel 2012 la collezione è stata ampliata dal lascito della coppia di milionari statunitensi Hannelore e Rudolph Schulhof, comprendente opere dei più importanti artisti contemporanei, tra cui Burri, Calder, Fontana, Judd, Rothko, Oldenburg, Twombly, Warhol, Kapoor.

In posizione defilata rispetto al percorso, gli ex Magazzini del Sale che l’accolgono affacciano infatti sulla fondamenta delle Zattere e sul canale della Giudecca, lo Spazio Vedova espone le opere dell’artista veneziano Emilio Vedova, nello stesso luogo dove il maestro aveva il proprio studio.

Spazio Vedova, Venezia l'allestimento curato da Renzo Piano con le opere 'fluttuanti' nello spazio

Spazio Vedova, Venezia
l’allestimento curato da Renzo Piano con le opere ‘fluttuanti’ nello spazio

Si giunge quindi, alla conclusione del percorso, agli spazi di Punta da Mar, o Punta della Dogana, storica sede della Dogana da Mar, la dogana delle merci al tempo della Serenissima, oggi ‘showroom’ di alto livello dell’arte contemporanea internazionale.

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