Rinnova e riusa il (tuo) mondo


In questo periodo per me un po’ complicato, alle prese con la corsa finale per la conclusione della tesi di laurea, il tempo per aggiornare il blog e scrivere qualcosa di nuovo risulta assai scarso. Prima comunque che mi lasci sopraffare dalla frenesia e dalla paranoia per il rush finale (più o meno dopo le elezioni quando mancherà un mese, più o meno, alla discussione… aargh!) che mi costringeranno a ‘sparire’ per ritirarmi in un lavoro di rifinitura ‘matto e disperatissimo’ della tesi, mi sembra giusto diffondere un’ ottima iniziativa, scoperta facendo ricerche sul tema del riuso e del recupero del patrimonio edilizio ed architettonico dismesso.

Chi abbia visitato l’ultima Biennale veneziana di architettura avrà sicuramente notato come sulla facciata del padiglione tedesco campeggiasse l’invito ‘REUSE REDUCE RECYCLE‘: scritto a caratteri cubitali esso era assieme un monito, un ordine, un appello alle coscienze di tutti.

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Queste tre semplici parole d’ordine sono alla base della pregevolissima iniziativa denominata ‘(Im)possible living’, un progetto crowdsourcing nato ancora nel 2011 dall’iniziativa di Daniela Galvani e Andrea Sesta, rispettivamente architetto e ingegnere. Daniela e Andrea sono convinti che il recupero sistematico del degrado sia la vera strada per costruire un mondo sostenibile. Per questo hanno deciso di guardare gli edifici abbandonati con occhi diversi e di suggerire un’alternativa globale – e molto ambiziosa – all’abbandono. In tempi in cui si costruiscono forsennatamente nuove palazzine, villette a schiera “a due passi dalla città”, che rimangono vuote per anni e consumano il territorio, il sito vuole diventare un punto di riferimento mondiale per il recupero degli edifici abbandonati e un catalizzatore di energie per mettere in pratica il vero rinnovo.

Il sito www.impossibleliving.com è nato per permettere la costruzione di un vastissimo database di luoghi ed edifici abbandonati, ampliabile con l’apporto degli utenti che vogliano segnalare e aggiungere alla mappa interattiva le proprie segnalazioni.

Oltre al sito gli utenti possono usare un’applicazione per iPhone e Android che consente di mappare gli edifici semplicemente inviando una foto già corredata di info geografiche e possono leggere l’utilissimo blog.

Da poco è anche già iniziata la seconda fase del progetto: all’interno di ogni scheda, relativa a un edificio, ciascuno ha iniziato a suggerire le proprie proposte creative di recupero. L’obiettivo è formare dei veri e propri gruppi di progetto o di lavoro che avvieranno localmente il processo di riabilitazione. E’ chiaro come la fattibilità dipenda da caso a caso ma gli ideatori contano nella creazione di un network di professionisti in grado di elaborare i documenti necessari alla richiesta di permessi e finanziamenti e di offrire supporto per la ricerca di capitali da destinare ai singoli progetti.

I primi esempi di scheda informativa completa e di relative proposte di recupero sono visibili sulla home page del sito, disponibile sia in italiano (essendo una iniziativa italiana di nascita) sia in inglese, in quanto aperta alle segnalazioni e alle esperienze internazionali.

Chiunque sia a conoscenza di edifici, ruderi, luoghi abbandonati, a cui è particolarmente legato o vorrebbe vedere recuperati, valorizzati, è invitato a segnalarli e ovviamente a proporre idee, proposte, progetti per il riutilizzo, ancora meglio se concepite con l’apporto di professionisti e concretamente realizzabili.

Ora che con le recenti primarie della cultura promosse dal Fai, Fondo Ambiente italiano, è emerso tra i punti principali lo stop al consumo di suolo, alle nuove edificazioni e all’urbanistica espansiva il tema del recupero dell’edilizia esistente risulta quantomai rilevante oltre che un’ ottima occasione per valorizzare il patrimonio di tutti.

Le Ex Officine (1932) del sito industriale Lanerossi di Schio (Vi) _ oggetto della mia tesi di laurea e uno dei siti segnalati del database di (Im)possibleLiving.com

Le Ex Officine (1932) del sito industriale Lanerossi di Schio (Vi) _ oggetto della mia tesi di laurea e uno dei siti segnalati del database di (Im)possibleLiving.com

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