L’originale assente. Percorsi iconografici nella memoria della tradizione occidentale


Sheila Metzner 'The Kiss' (particolare)

Sheila Metzner ‘The Kiss’ per Fendi Roma (particolare)

Può sembrare paradossale ma spesso capita che, nell’ambito della formazione universitaria, acquistino una rilevanza particolare piccoli corsi di nicchia, quegli insegnamenti opzionali (di nome ma obbligatori de facto) che lo studente può ‘scegliere’ per raggiungere i necessari cfu del proprio percorso formativo. Nella maggior parte dei casi questi corsi, ‘accessori’ per così dire, raggiungono livelli di difficoltà incomprensibili per gli studenti, a fronte della loro marginalità accademica e del risibile numero di crediti che assegnano. Ma fortunamente non mancano le occasioni in cui questi insegnamenti secondari si rivelano forieri di soddisfazioni e interesse. All’ Istituto Universitario di Architettura di Venezia esisteva, fino ai recenti sconvolgimenti dei piani formativi, un ottimo corso di ‘Archeologia e tradizione classica’, poi ribattezzato ‘Storia dell’arte greca e romana’.

Che questo corso fosse un raro figlio sano delle riforme dell’università degli ultimi anni e del tanto bistrattato 3+2 o solo il pretesto per mantenere un’insegnamento di arte classica nella facoltà, onestamente non saprei dirlo ma quel che so con certezza è che quelle lezioni sono state tra le migliori a cui abbia mai assistito tra le aule universitarie.

Se il corpo principale dell’insegnamento si basava sulle pubblicazioni dello archeologo Tonio Holscher ( ‘Il mondo dell’arte greca’ e ‘Il linguaggio dell’arte romana’ ) e sullo studio degli apparati iconografici dell’Ara Pacis Augustae, un libro in particolare, raccomandato dalla docenza come propedeutico alla preparazione dell’esame, si è rivelato eccezionalmente interessante.

Il libro in questione, ‘rispuntato’ recentemente nella mia libreria, è ‘L’originale assente. Introduzione allo studio della tradizione classica’ curato dalla docente e ricercatrice Monica Centanni e da un folto gruppo di studiosi della materia classica, tra docenti e ricercatori dello Iuav e di Ca’ Foscari.

“La tradizione classica è radicalmente diversa da quelle che generalmente si definiscono come ‘tradizioni’ o ‘culture tradizionali’. Con tradizione infatti comunemente si intende la custodia e la trasmissione di un ‘testo’, dato per stabilito una volta per sempre, che va conservato quanto più possibile puro e immodificato, nel contenuto e nella forma. La tradizione classica non ha invece un oggetto definito, un corpus chiuso di testi, di immagini, di idee e di simboli, da conservare in modo statico: descrive piuttosto un movimento, un processo dinamico di trasmissione che prevede anche l’alterazione, la reinterpretazione e la reinvenzione, il fraintendimento (volontario o involontario), fino al tradimento dei contenuti e delle forme.”

Inizia così il primo capitolo del libro, introducendo la specificità della tradizione classica e proseguendo poi con il chiarimento del concetto di ‘classico’, ovvero ‘quanto, di epoca in epoca, viene selezionato criticamente e pregiato per il suo valore’.

Il testo non ha un intento divulgativo e ai più potrà sembrare di difficile accesso; si tratta infatti di un saggio che espone questioni metodologiche per lo studio e l’analisi della tradizione classica, nella pittura e nella scultura così come nell’architettura. Ma una volta fatti propri alcuni concetti e alcuni meccanismi la trattazione si apre a numerosi esempi, tratti sia dal mondo dell’arte, sia dal mito classico, finanche dalla pubblicità, lo strumento più potente di trasmissione iconografica elaborato dalla nostra società, che ci mostrano quanto persistenti siano alcune forme, alcune immagini, alcuni temi nella grande pluralità di modalità espressive e di invenzioni artistiche che vanno dall’antichità, passando per il rinascimento fino ai tempi attuali.

Aby Moritz Warburg, Atlante iconografico di Mnemosyne

Aby Moritz Warburg, Atlante iconografico di Mnemosyne

Si tratta di un viaggio nei meccanismi, profondi e talvolta nascosti, di trasmissione di una tradizione culturale che non è mai rimasta uguale a se stessa ma che si è mantenuta estremamente vitale, e attuale in ogni epoca, reinventando e riscrivendo temi, recuperando e innovando, trasformando il significato e l’aspetto della propria materia costitutiva, le immagini.

Parlando di immagini, di iconografia, il saggio riserva ampio spazio alla fondamentale figura di Aby Warburg, storico e critico d’arte tedesco che dedicò ampia parte della propria vita di studioso al Rinascimento fiorentino e creò un complesso progetto di ricerca, il cosiddetto Atlante iconografico di Mnemosyne (dal nome della madre delle Muse, le divinità ispiratrici della creazione artistica): tale progetto, rimasto incompiuto per la morte dello studioso ma ispiratore di un metodo di studio e ricerca, aveva come temi portanti le forme della tradizione e i suoi veicoli di trasmissione, la forza espressiva delle immagini e i meccanismi della memoria culturale.

Aby Warburg nel suo studio ad Amburgo, 1912

Aby Warburg nel suo studio ad Amburgo, 1912

Nello specifico le analisi fanno riferimento a cicli pittorici o a singole opere peculiari, o a figure storico-mitologiche ricorrenti presso ambiti culturali diversi, come i cicli mitologici di Botticelli o la serie di tavolette allegoriche di Giovanni Bellini (conservate alle Gallerie dell’Accademia di Venezia), le rappresentazioni di Alessandro Magno o di Ercole, riferendosi soprattutto a periodi storici e movimenti culturali di ‘passaggio’, quale ad esempio il primo Rinascimento, in cui il ricorso alla mimesis, alla copia, dei riferimenti artistici antichi risulta più evidente e determinante per futuri sviluppi.

Come ben evidenziato dal libro tali meccanismi sono ancora attuali e operanti, dalle immagini pubblicitarie ispirate a modelli pittorici ricavati dalla storia dell’arte al fenomeno dei loghi commerciali e d’impresa.

Ma perchè, quindi, l’originale è assente? Perchè la ‘tradizione classica trae origine dal mito ‘classico’, ovvero da un repertorio di racconti aperti, di frammenti di storie e immagini, che il poeta e l’artista possono, di epoca in epoca, riattivare in nuova forma espressiva per ribadire la forza attuale del presente’. Sottoposto a continua manipolazione e all’introduzione di istanze originali questo materiale fondante perde progressivamente la propria origine, rendendosi disponibile ad essere sempre reinventato.

‘L’originale assente. Introduzione allo studio della tradizione classica’  a cura di Monica Centanni, Bruno Mondadori editore

Riguardo gli stessi temi segnalo anche il sito http://www.engramma.it/eOS2/index.php       curato in buona misura dallo stesso comitato scientifico, autore del libro in questione.

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