Sulla nostalgia delle città antiche: tra falso storico e ‘modernismo invasore’


Un reportage a cura di Lyanne Mifsud, apparso in data 27 giugno su DomusWeb, pagina online della famosa rivista internazionale di architettura, ci reca il climax creatosi negli ultimi due anni attorno all’importante progetto di ridefinizione urbanistica e architettonica de La Valletta’s City Gate, commissionato a Renzo Piano dal Governo maltese per riplasmare l’area della porta più antica della Cittadella nella capitale di Malta.

La Valletta City Gate – lo stato prima dell’avvio dei lavori

Il progetto dell’archistar genovese, presentato ufficialmente nel giugno 2009 ed esposto all’interno del Museo Nazionale di Archeologia della Valletta, ha attirato migliaia di visitatori e scatenato una serie di polemiche e dibattiti protrattisi, sulle pagine di alcuni quotidiani locali, fino ad oggi.                                                                                                          La trasformazione va ad incidere, infatti, su di un punto nevralgico della città fortificata cinquecentesca, proponendo il recupero delle rovine della Royal Opera House, storico teatro d’opera distrutto dai bombardamenti della II Guerra Mondiale, e la trasformazione dello spazio compreso tra la porta cittadina, i bastioni, la fortezza di St. James Cavalier, attualmente soffocato dalle auto, ridotto a caotico parcheggio.

Oggetto di dibattito è stata anche la decisione, prevista dal progetto ai fini della sistemazione complessiva dell’area, di demolire la porta attuale, un rifacimento storicista realizzato negli anni ’60 sul luogo dei propilei cinquecenteschi, rimuovendo così la strada carrabile che la sovrasta e collegando il livello dei bastioni direttamente con l’invaso della nuova piazza e l’ingresso alla città.

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I due vertici architettonici dell’intervento saranno costituiti dal nuovo Palazzo Governativo, inserito tra la fortezza e Repubblic Street, e dal nuovo teatro en plein air, realizzato sui ruderi dell’Opera House.

Va detto che l’impatto del nuovo progetto sull’area è stato finora abbastanza rilevante, comportando la demolizione della già citata porta urbica e di una serie di portici con attività commerciali, realizzati negli anni ’30, ultima decade di trasformazione di questa parte della città. Ma questo può bastare a giustificare la levata di scudi generale, contro un progetto così importante?

L’intervento, dato il suo appeal contemporaneo, ha scatenato la contrarietà dei cittadini maltesi, spaventati dall’introduzione di forme nuove, di un linguaggio attuale in un area nevralgica della Cittadella, rimasta come sospesa in un limbo negli ultimi 50 anni, senza interventi o trasformazioni di sorta.

Ma quello che sfugge forse alla gente è che quell’area è già di per sè compromessa e degradata. dal punto di vista architettonico come urbanistico:                                         recenti restauri hanno riguardato la fortezza di St. James Cavalier, ma il City Gate offriva anche alle moltitudini di turisti che visitano la cittadella il caotico scenario di un affollato parcheggio per automobili.

Elemento che forse sfugge o forse è volutamente taciuto, se poi le proposte dei cittadini arrivano anche a chiedere la restituzione delle vesti neoclassiche della Royal Opera House, rimasta rovina per più di 50 anni e destinata, nelle intenzioni dei maltesi, a trasformarsi in un vuoto falso storico.

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La Valletta City Gate – Il teatro all’aperto

Un vuoto di senso, si intende. Perchè, pur con i limiti di un ‘osservazione dall’esterno quale è la mia, il progetto di Renzo Piano mi sembra uno dei migliori concepiti dall’architetto genovese negli ultimi anni: esso è anche indicatore di un certo rinnovamento della ricerca architettonica del maestro italiano, improntata alla definizione di una espressività materica raffinata, incentrata meno sull’enfasi tecnologica, cifra stilistica usuale di Piano.

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La Valletta City Gate – La trasformazione dei bastioni e la nuova porta urbica

Renzo Piano RPBW _ La Valletta City Gate, rendering del nuovo palazzo governativo

Renzo Piano RPBW _ La Valletta City Gate, rendering del nuovo palazzo governativo

C’ è da parte mia molta aspettativa nei confronti della realizzazione finale del progetto, con il cantiere che a quanto pare procede regolarmente e vedrà la conclusione dei lavori nel corso del 2013, poichè si tratta di un intervento che introduce una lettura e una fruizione dei bastioni a diversi livelli ed introduce rilevanti funzioni culturali, ristabilendo il valore ‘pubblico’ di un’ area storicamente così importante.

Da un lato la contrarietà al nuovo assume spesso una dimensione ‘dogmatica’, nella convinzione che il non intervento o, peggio, la mimesi stilistica, sia l’unico modo per operare nel contesto fortemente caratterizzato della città storica.

Ma il tacere non è sempre una forma di rispetto verso la ‘presunta’ superiorità dell’antico.

Talvolta occorre parlare la lingua della contemporaneità per ristabilire anche un nuovo senso di ciò che è preesistente: il palazzo governativo con il piano terra accessibile e la corte pubblica, pone la prospettiva di una nuova fruizione visiva della fortezza di St. James Cavalier, un’impostazione abilmente scenografica che sembra andare nella giusta direzione.

Come sempre, ai posteri l’ardua sentenza.

http://www.domusweb.it/it/architecture/riflettere-sulla-nostalgia-delle-citta/

http://www.timesofmalta.com/articles/view/20100324/local/city-gate-project-the-final-judgment.299635

https://opm.gov.mt/vallettaprojects?l=1

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